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Congressi 2010-2015

 - Casana Renato MD

CAROTID REVASCULARIZATION: SURGERY OR STENTING? Asymptomatic Carotid Surgery Trial (ACST-2) Update

 

Direttore Scientifico: Renato Casana

Comitato Scientifico: Alison Halliday  Valerio Tolva  Paolo Bianchi Lea Cireni  Almarosa Lombardo  Manuela Carnini

 

ISTITUTO AUXOLOGICO ITALIANO IRCCS

23 OTTOBRE 2013 

 

L’insufficienza cerebrovascolare rappresenta prima causa di invalidità permanente in Italia e la seconda causa di mortalità. Secondo recenti studi epidemiologici ogni anno vi sono 240.000 nuovi casi di ictus invalidante. L’infarto cerebrale ischemico, da ricondursi alla presenza di lesioni steno-ostruttive a livello della biforcazione carotidea, è responsabile di oltre l’80% dei casi di ictus, con un costo socio-economico rilevante. L’efficacia della chirurgia carotidea nella prevenzione primaria e secondaria degli eventi ischemici cerebrali è stata ampiamente dimostrata dalla letteratura scientifica sull’argomento.  Alle tecniche chirurgiche tradizionali oramai consolidate quali l’endoarterectomia si sono affiancate nuove metodiche che sono andate gradualmente affermandosi come le tecniche endovascolari (PTA-stenting carotideo). Il convegno si propone di presentare i dati preliminari del trial multicentrico randomizzato ACST-2 (Asymptomatic Carotid Surgery Trial), che mette a confronto le due metodiche (endoarterectomia vs stenting carotideo), in termini di risultati a breve e medio termine. Il progetto è stato realizzato con il patrocinio del Nuffield Department of Surgical Sciences dell’Università di Oxford.

 

Scarica il Programma

 

Con il Patrocinio di:

Asymptomatic Carotid Surgery Trial-2

Nuffield Department of Surgical Sciences

University of Oxford

Level 6 John Radcliffe Hospital, Headington, Oxford

ACST-2 Office: +44 (0)1865 221 345

Direct Line: +44 (0) 1865 223 075

Fax: +44 (0)1865 221 027 / +44 (0) 1865 768 87

 

 - Casana Renato MD

LA PATOLOGIA ANEURISMATICA DELL’AORTA ADDOMINALE Aspetti genetici, tecniche di imaging e trattamento chirurgico


Responsabile Scientifico: Dottor RENATO CASANA

DATA: 28 OTTOBRE  2010


SEDE: Centro di Ricerca e Cura dell'Invecchiamento (CIERRECI)


ISTITUTO AUXOLOGICO ITALIANO IRCCS - Via Mosè Bianchi, 90 MILANO

 

L’aneurisma dell’aorta addominale è una patologia degenerativa focale della parete aortica che su un terreno geneticamente predisposto va incontro a progressiva dilatazione sino a rottura, sua naturale evoluzione.  L’aneurisma dell’aorta addominale (AAA) sottorenale rappresenta circa l’80% degli aneurismi aortici con una incidenza nella popolazione adulta occidentale è pari al 3-6% in una fascia di età compresa tra  i 65 e i 74 anni. L’aumento percentuale della prevalenza della malattia fa seguito ad un affinamento delle tecniche diagnostiche oltre che all’aumento dell’età media della popolazione.Oltre al sesso e all’età, i fattori di rischio più frequentemente associati agli AAA sono rappresentati dall’ipertensione arteriosa, le dislipidemie, il fumo, il diabete mellito e difetti emocoagulativi. Alla base della malattia aneurismatica vi è la complessa interazione fra processi infiammatori, degenerativi e suscettibilità genetica. La diagnostica degli AAA si avvale di due aspetti fondamentali: una prima fase volta alla identificazione della lesione aneurismatica ed una fase successiva volta a raccogliere tutte le informazioni anatomo-morfologiche dell’aneurisma, indispensabili per l’indicazione al trattamento chirurgico o endovascolare e delle patologie associate che caratterizzano il rischio operatorio. La stragrande maggioranza degli AAA viene oggi trattata con l’esclusione endovascolare mediante l’inserzione di una endoprotesi per via femorale. Il continuo miglioramento dei materiali impiegati, ha portato a standardizzare tale procedura secondo “criteri di inclusione” clinico-morfologici della lesione aneurismatica e criteri clinici riguardanti eta’, spettanza di vita e presenza di patologie associate. L’indicazione all’intervento si pone per aneurismi dell’aorta addominale sottorenale con diametro > a 4.5-5 cm o aneurismi a rapida evoluzione e/o a rischio di rottura. L’ecografia rappresenta l’indagine strumentale gold standard nella diagnostica di primo livello degli AAA. Per delineare la tattica chirurgica o endovascolare oltre che valutare le principali patologie associate, è oggi indispensabile un approfondimento diagnostico con altre tecniche di imaging vascolare quali l’angio-TC spirale multistrato e l’angio-RMN. Un convegmo dedicato alla patologia aneurismatica dell’aorta addominale può mettere oggi in luce aspetti fondamentali di questa malattia quali: la genetica, le tecniche diagnostiche da utilizzare, come stratificare il rischio cardio-anestesiologico, quali sono le più recenti tecniche di trattamento, come eseguire il follow-up del paziente operato ed infine gli aspetti di gestione infermieristica. 

 - Casana Renato MD

LA PATOLOGIA DEI TRONCHI SOVRA-AORTICI: aspetti epidemiologici ed iter diagnostico-terapeutico


Responsabile Scientifico: Dottor RENATO CASANA


DATA: 28 APRILE 2010

SEDE: Centro di Ricerca e Cura dell'Invecchiamento (CIERRECI)
ISTITUTO AUXOLOGICO ITALIANO IRCCS - Via Mosè Bianchi, 90 MILANO
 

L’insufficienza cerebrovascolare rappresenta prima causa di invalidità permanente in Italia e la seconda causa di mortalità. Secondo recenti studi epidemiologici ogni anno vi sono 240.000 nuovi casi di ictus invalidante. L’infarto cerebrale ischemico, da ricondursi alla presenza di lesioni steno-ostruttive a livello della biforcazione carotidea, è responsabile di oltre l’80% dei casi di ictus, con un costo socio-economico rilevante. L’efficacia della chirurgia carotidea nella prevenzione primaria e secondaria degli eventi ischemici cerebrali è stata ampiamente dimostrata dai dati riportati in letteratura e da numerosi trials multicentrici randomizzati. Alle tecniche chirurgiche tradizionali oramai consolidate quali l’endoarterectomia si sono affiancate, di recente, nuove metodiche che sono andate gradualmente affermandosi come l’endoarterectomia per eversione e le tecniche endovascolari (PTA-stenting carotideo). Non bisogna inoltre dimenticare quale importanza abbiano avuto, per l’identificazione ed il monitoraggio delle lesioni carotidee, l’introduzione di metodiche di diagnostica vascolare scarsamente invasive, riproducibili ed ad elevata sensibilità e specificità quali l’ecocolordoppler, l’angio-TAC e l’angio-RM. 

 - Casana Renato MD

 

LE NUOVE FRONTIERE DELLA CHIRURGIA VASCOLARE 


20 Ottobre 2011

Sala Sala Congressi CIERRECI 
Istituto Auxologico Italiano IRCCS 
Via Mosè Bianchi 90  Milano


Responsabile Scientifico: Dott. Renato Casana


Il convegno focalizza l’attenzione su metodiche d’avanguardia nel trattamento della patologia vascolare. Il loro comune denominatore è la richiesta di modalità terapeutiche sempre meno invasive, che consentono un rapido recupero del paziente nonché l’abbattimento dei costi sociali. Il trattamento endovascolare delle lesioni carotidee mediante l’impiego di stent rappresenta una metodica ormai integrata nel bagaglio tecnico degli interventisti vascolari; nonostante la sua superiorità rispetto alla chirurgia tradizionale non sia ancora stata dimostrata, molte casistiche presenti in letteratura relative all’esperienza di singoli centri ad alta specializzazione ne dimostrano gli ottimi risultati, e proiettano la metodica verso un futuro di “dittatura” nel trattamento della patologia carotidea con la potenzialità di marginalizzare l’impiego della chirurgia tradizionale.
Il trattamento endovascolare degli aneurismi periferici è metodica attuale basata sulla quindicinale esperienza nell’impiego di multiple generazioni di endoprotesi, sempre supportata da un progressivo sviluppo tecnologico volto al miglioramento dei device ed al progressivo allargamento delle indicazioni, sfidando le limitazioni finora riscontrate al loro impiego. La fase attuale di sviluppo tecnologico si è spinta ulteriormente fino a rivoluzionare radicalmente le caratteristiche tecniche delle endoprotesi, con l’obiettivo di consentirne un impiego illimitato. In tal senso le endoprotesi multilayer costituiscono il risultato di un’evoluzione tecnologica che è potenzialmente in grado di trattare qualsiasi tipo di lesione aneurismatica senza alcun limite d’impiego, ed eventualmente rimpiazzare il trattamento chirurgico in via definitiva.
Nell’ambito della così frequente patologia venosa degli arti inferiori, è attuale la richiesta di una metodica rispettosa delle necessità estetiche, che garantisca il recupero immediato del paziente dalla malattia con una significativa riduzione ed ammortizzazione dei costi.  Attuale è l’impiego delle metodiche endovascolare laser ed a radiofrequenza nel trattamento della patologia safenica, i cui risultati in letteratura sono  potenzialmente in grado di candidarla al rimpiazzo totale della chirurgia tradizionale.

 - Casana Renato MD

ATTUALITA’ IN TEMA DI CHIRURGIA VASCOLARE: Dallo stenting carotideo alle tecniche endovascolari flebologiche

 

Responsabile Scientifico: Dottor RENATO CASANA


DATA: 12 APRILE 2012


SEDE: Centro di Ricerca e Cura dell'Invecchiamento (CIERRECI)
ISTITUTO AUXOLOGICO ITALIANO IRCCS - Via Mosè Bianchi, 90 MILANO
 

Il convegno focalizza la nostra attenzione su metodiche d’avanguardia nel trattamento della patologia vascolare. Il loro comune denominatore è la richiesta di modalità terapeutiche sempre meno invasive, che consentono un rapido recupero del paziente nonché l’abbattimento dei costi sociali. 

Il trattamento endovascolare delle lesioni carotidee mediante l’impiego di stent rappresenta una metodica ormai integrata nel bagaglio tecnico degli interventisti vascolari; nonostante la sua superiorità rispetto alla chirurgia tradizionale non sia ancora stata dimostrata, molte casistiche presenti in letteratura relative all’esperienza di singoli centri ad alta specializzazione ne dimostrano gli ottimi risultati, e proiettano la metodica verso un futuro di “dittatura” nel trattamento della patologia carotidea con la potenzialità di marginalizzare l’impiego della chirurgia tradizionale. Nell’ambito della così frequente patologia venosa degli arti inferiori, è attuale la richiesta di una metodica rispettosa delle necessità estetiche, che garantisca il recupero immediato del paziente dalla malattia con una significativa riduzione ed ammortizzazione dei costi.  Attuale è l’impiego delle metodiche endovascolare laser ed a radiofrequenza nel trattamento della patologia safenica, i cui risultati in letteratura sono  potenzialmente in grado di candidarla al rimpiazzo totale della chirurgia tradizionale.

 

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La Chirurgia Carotidea come prevenzione dell’ictus (a cura di R. Casana Istituto Auxologico Italiano IRCCS)